SI POSSONO FAR MUOVERE I MUSCOLI CON IL SOLO USO DELLA MENTE? (parte prima: “di cosa stiamo parlando?”).

Ovviamente sì! Sfrutta l‘EFFETTO IDEOMOTORIO conosciuto da oltre un secolo. Quando si immagina in maniera VIVIDA un qualcosa che implichi l’attivazione ed il movimento del nostro corpo i muscoli rispondono istantaneamente facendo quel movimento IN MANIERA RIDOTTA e spesso non percettibile (se non usando particolari strumenti e accorgimenti). E’ lo stesso principio dello stress cronico prolungato: la nostra testa sente costantemente di essere minacciata da qualcosa a cui vorrebbe reagire e dopo un po’ di tempo ci sentiamo muscoli e tutto il corpo stanco e contratto anche senza aver mosso un dito! Se nello stress prolungato ciò è deleterio perchè avviene a nostra insaputa per periodi troppo lunghi e in maniera sbagliata noi possiamo usare lo stesso principio in maniera voluta, nel modo più corretto per brevi sessioni.

se penso/immagino qualcosa che induce a contrarre i muscoli ma che non sia minaccioso posso fare ginnastica non stressante da fermo!

Non è magia! Far lavorare i muscoli non vuole dire per forza vedere il corpo che si muove. Oggi questo metodo è usato molto in campo sportivo e si chiama Motor/Mental Imagery

Si possono far risalire al 1943 le applicazioni dell’effetto ideomotorio all’allenamento, con gli esperimenti di Vandell, Davis e Clugston (177). Lo studio riguardava il lancio delle freccette e i tiri liberi nel basket. Si osservò come, nell’arco di venti giorni, i soggetti che si allenavano con sedute di 35 lanci avessero un miglioramento della performance uguale o addirittura inferiore (di poco) ai soggetti che invece si allenavano solo mentalmente con sedute di “ Motor Imagery” di 15-30 minuti. In tali sedute i soggetti erano seguiti e istruiti da personale esperto proprio nell’insegnare al meglio come immaginare le sequenze motorie.

Frester, nel 1985, e Agosti, nel 1999, hanno sistematizzato l’allenamento ideomotorio delineandone metodi e tecniche. Secondo Frester, per allenamento ideomotorio si intendono “tutte quelle forme di esercitazione nelle quali si ha un’autorappresentazione mentale, sistematicamente ripetuta e cosciente dell’azione motoria” (176).

Il metodo consiste nel ripetersi mentalmente il gesto, senza cioè eseguire realmente il movimento, usando più vividamente possibile tutti i canali sensitivi: visivo, uditivo e soprattutto cinestesico.

Il massimo risultato in termini di vividezza dell’esperienza mentale si ottiene effettuando l’allenamento in stato di rilassamento, con il cervello che presenta onde elettroencefalografiche più vicine allo stato di sonno al fine di aumentare la suggestionabilità (175). Questo vuole dire che

l’immaginazione della Motor Imagery ha un effetto tanto maggiore sulla muscolatura tanto più siamo rilassati.

E’ quello che il biologo Jon Gabriel definisce “Smart” e che usa in un suo personale programma di dimagrimento (206).

Vediamo un paio di evidenze scientifiche di questo metodo.

  1. Nel 2013 i ricercatori della università del Texas hanno pubblicato una ricerca in cui ad alcuni studenti veniva chiesto di “allenarsi solo con l’immaginazione” ad alzare pesi con il braccio destro, per 5 minuti al giorno, per 5 giorni la settimana, per 6 settimane. Il monitoraggio delle onde cerebrali evidenziava come i cervelli degli studenti inviassero impulsi nervosi ai muscoli come se stessero realmente sottoponendo a sforzo le loro braccia ed effettivamente si evidenziava un lieve aumento della contrazione muscolare. Dopo le 6 settimane, il braccio destro mostrava un incremento della forza mediamente dell’11 % (204)
  2. L’Academic Medical Center della Cleveland Clinic in Ohio ha effettuato uno studio comparativo su persone che facevano esercizi in palestra e persone che si limitavano a visualizzare gli stessi esercizi. Dopo 3 mesi i “visualizzatori” mostravano un aumento della forza muscolare del 13% mentre il gruppo dei ginnasti del 30% (203). Quindi l’uso dell’immaginazione strutturata e allenata senza muovere un dito può portare a quasi il 50% dei risultati che si otterrebbero con l’allenamento fisico vero e proprio. Tale risultato ha un valore potenzialmente enorme, soprattutto pensando ai soggetti che, per handicap o obesità severa, non possono temporaneamente o stabilmente fare esercizi fisici.

Adesso fermiamoci qui. La prossima volta vedremo qualche indicazione pratica ma nel frattempo avrete capito che ANCHE IN QUESTO CASO dovete allenarvi nel frattempo con il rilassamento. Quindi andate a rileggervi gli articoli precedenti sulla respirazione rilassata e silenziosa perchè il dimagrimento SANO parte sempre dal lì!

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

177 Vandell R. A., Davis R. A. & Clugston H. A. “The functions of mental practice in the acquisition of motor skills” – Journal of General Psychology, 1943, 29, 243-250

175 Agosti E. Iandolino S. “Psicologia per l’allenatore” -1999 Ed. Fidal

176 Frester R. “L’allenamento ideomotorio” -1984. Trad. it. In Rivista di Cultura Sportiva 1-1985

203 Ranganathan V. K., Guan Yue et al. “From mental power to muscle power: gaining strenght by using the mind” – Neuropsychologie vol. 42/7 2004

204 Yao W. X. et al. “Kinesthetic imagery training of forceful muscle contractions” – Frontiers in Human Neuroscience vol. 7, settembre 2013

206 J. Gabriel “Il metodo Gabriel “ 2016 Macro Edizioni