I CONDIMENTI CHE RENDONO LA PASTA ALLEATA DEL SANO DIMAGRIMENTO.

Partite sempre dal fatto che più usate pasta di farina VERAMENTE INTEGRALE E DI DIVERSE ORIGINI (grano saraceno, kamut, avena, quinoa oltre al solito grano/frumento) meglio è!

Ma a parte ciò è molto difficile parlare di come condire la pasta correttamente per renderla alleata del sano dimagrimento. Si finisce in un attimo per essere superficiali fornendo nozioni che prese da sole e non integrate servono a nulla. A livello generale di sicuro un condimento per essere alleato del sano dimagrimento deve:

  • piacerci e sfamarci! (mangiare tipi e quantità di cibi che inducono frustrazione sollecitano sempre nell’organismo risposte da stress che ostacolano il dimagrimento duraturo);
  • essere fatto con ingredienti più simili possibili a quelli che usava la nostra bisnonna. Ovvero ingredienti come li crea la natura e non come li storpia l’industria alimentare di massa;
  • rendere più completo il profilo dei nutrienti della pasta da sola. Aggiungendo quindi dei grassi e delle proteine oltre a vitamine e sali minerali dei prodotti della terra ( tipo un bel sugo con le zucchine con un genuino olio di oliva extravergine e una valanga di scaglie di pecorino).

L’unico vero ingrediente però che vi permetterà a questo punto di metabolizzare al meglio (più muscoli, meno grasso) la vostra pasta integrale condita con ingredienti sani, completi e sfiziosi è LA TESTA! Che deve stare nel piatto esattamente come tutti gli altri ingredienti!

Vuole dire che mentre mangiate la pasta (e qualunque altra cosa) dovete rigorosamente vivere intensamente e con tutti voi stessi quel momento! Stare con la testa dentro ciò che si mangia non vuole dire però infilarla nel cibo!!!!

Vuole dire invece che la testa deve essere presente nel momento….presente (cioè quello del pasto). Vi assicuro che è universale ormai che ai pasti si mangi con il cervello lontano anni luce dalla bocca e dalla pancia incapace di osservare realmente:

  • cosa e quanto si sta mangiando;
  • con quale velocità si mastica;
  • quanto ci piace realmente il cibo.

Tutto ciò impedisce al cervello di dare il giusto peso ad informazioni fondamentali per definire i livelli di sazietà e fame che sono elaborati dall’ipotalamo che guarda caso è proprio uno dei nodi nervosi centrali della risposta da stress! E lo stress è proprio stimolato quando si passa il tempo in “multitasking” ovvero con tanti pensieri “lanciati” contemporaneamente nel cervello. Come quando si mangia:

  • parlando a macchinetta tra un boccone e l’altro di qualunque argomento;
  • di corsa, manco seduti, magari già con le punte dei piedi che si incamminano verso l’impegno successivo;
  • in ambienti rumorosi con musica incalzante ad alto volume o con il fastidioso vociare delle altre persone;
  • usando continuamente il telefonino per messaggi, video, gossip….
  • pensando tutto il tempo a cosa abbiamo fatto o non fatto ieri e a cosa dovremo fare o non fare domani.

In tutti questi casi la testa è staccata dal corpo è non è presente lì dove state mangiando, ovvero a tavola! La testa colpita da mille pensieri e stimoli si comporterà come un computer quando ha troppe finestre aperte cioè elaborando più lentamente e male le informazioni che in questo caso sono quelle indispensabili al cervello per definire la fame e la sazietà!

Inoltre sapete cosa succede quando mangiate in piedi, di corsa, gestendo il cellulare, con mille pensieri per la testa (sempre che un boccone non vi vada di traverso….)?

Vi succederà che il vostro cervello sotto stress dal bombardamento di input del multitasking vi porterà a respirare :

  1. troppo forte e velocemente come un aspirapolvere nel vano tentativo di mandare più ossigeno ai muscoli per risolvere a “cazzotti” o “scappando” la situazione problematica;
  2. troppo poco stando in apnea per non farsi sentire e risultare invisibile ai possibili nemici tipici delle situazioni di pericolo del nostro passato evolutivo.

Sia respirare troppo (iperventilare) sia respirare nulla (apnea) a lungo sono potenti stimoli per aumentare lo stress e non per diminuirlo! E proprio per questo quando mangiate dovete stare ben presenti e consapevoli:

  1. di cosa state lentamente masticando;
  2. di come state respirando per farlo in maniera più regolare, appagante e privilegiante l’espirazione.

Con questo è tutto e vi invito a leggere gli articoli precedenti sulla mindfuleating (che tratta proprio di come usare il momento del pasto come occasione di rilassamento e non di stressante multitasking) e sulla respirazione (uno dei più potenti modulatori dello stress)………..e se pensate che sia poco produttivo perdere tempo a concentrarsi sui pasti vi dirò che cercando di risolvere i casini della vita a tavola si finisce di solito per pensare male e mangiare peggio! Col rischio che poi dopo quando sarebbe il momento di ragionare sui problemi ci si distragga a causa della fame che ritorna (o dal mal di stomaco)!