Quale è la relazione tra neuroni specchio e fallimento della dieta?

Domani alle 17.00 dalle sezioni “salute” dei siti delle riviste del gruppo GIDA come https://www.repubblica.it/ oppure https://www.lastampa.it/ ci saranno in diretta gli scienziati Tim Spector (https://www.kcl.ac.uk/people/professor-tim-spector) e Giacomo Rizzolatti ( https://www.scienzainrete.it/italia150/giacomo-rizzolatti) che parleranno di ” Perchè la dieta non funziona” e “neuroni a specchio”. Tra loro cosa centrano?

I neuroni specchio sono delle cellule nervose “double face” : hanno la doppia capacità tutta in una unica cellula:

  1. di ricevere “segnalazioni” dagli organi di senso (ad esempio gli occhi);
  2. di inviare impulsi all’organismo perchè reagisca di conseguenza.

Fanno parte di una area detta corteccia somato/sensoriale ovvero che collega i sensi al corpo.

Concretamente che vuole dire? Vi rimando ciò che più ha colpito l’opione pubblica quando furono scoperti: per un neonato il vedere un altro infante nell’azione di piangere rappresenta il segnale che arriva al neurone specchio. Questo contemporaneamente attiva il soma (il corpo) a piangere rispecchiando così ciò che è stato visto nell’altro. Furono chiamati i neuroni della compassione perchè pareva che fossero loro a spiegare come si potessero provare e sentire le emozioni degli altri (il tuo pianto diventa il mio) ma questo è un altro discorso.

Ora facciamo un altro passo in avanti. I neuroni specchio si attivano non solo quando vediamo un’azione ma anche quando la immaginiamo. Ci vengono le lacrime e sentiamo tristezza anche quando pensiamo a come deve stare male un nostro caro lontano al quale è successa una disgrazia. Anzi ciò che più conta è il valore che la nostra mente/immaginazione attribuisce all’evento piuttosto che all’evento stesso. Perchè se il mio vicino di culla è quel moccioso che prima mi ha rubato il succhiotto io “godrò” del suo pianto in quanto lo stimolo visivo (pianto) subisce una profonda elaborazione cognitiva stravolgendone il significato. Quindi è come la lente della nostra mente elabora gli stimoli che spiega ciò che arriverà ai neuroni specchio e gli impulsi che da essi partiranno al corpo. E invece di partire l’impulso nervoso alle ghiandole lacrimali per piangere potrebbe partire l’impulso al bicipite per dargli il sonaglio il testa!!!!!

Ma allora i neuroni specchio si possono attivare anche quando io preoccupato da qualcosa me lo immagino solamente. Per la mia mente e neuroni specchio sarà come se stesse veramente succedendo! Si chiama PRE OCCUPAZIONE e quando è troppo forte e/o continuativa diventa ANSIA ovvero quella “cosa” che è sempre più maledettamente diffusa. Esempio di preoccupazione è il pensiero continuo di vedersi precari “per sempre” nel mondo lavorativo di oggi in cui nonostante 20 anni di scuola e corsi non hai mai un lavoro fisso. Questo continuo stato di allerta per i problemi difficili da risolvere a livello economico, relazionale, di salute (vedi panico diffuso da COVID) e soprattutto a livello della propria immagine sociale (ideale) attiva i circuiti nervosi dello stress che sono ampiamente sovrapposti a quelli della fame, sazietà e della regolazione metabolica nelle sue due forme di consumo di calorie e di costruzione di tessuti nuovi GRASSO COMPRESO. L’attivazione eccessiva e cronica di questi circuiti aumenta i livelli di infiammazione diffusi in tutto il corpo che rendono il cervello più vulnerabile proprio ai pensieri preoccupanti/depressivi (la depressione ha una componente infiammatoria FONDAMENTALE) che solleciteranno i neuroni specchio.

Il cervello umano ha una fondamentale peculiarità: quella di avere un’ ampia zona capace di pre-vedere in anticipo le cose al fine di pre-pararsi (ovvero diminuire in anticipo le conseguenze di un pericolo presunto) ad affrontarle. E’ questo il fondamento della PRE OCCUPAZIONE: il poter immaginare a luglio che arriverà l’inverno e farà freddo e quindi iniziare ad accumulare legna sotto il sole cocente in un pomeriggio di qualche decina di migliaia di anni fa a differenza di tutti gli altri animali. Ma è anche il poter immaginare, oggi, che al lavoro devo fare attenzione a ciò che dico/faccio perchè in alcuni (molti) posti si vale nulla e basta un tono della voce sbagliato per essere messi fuori dalla porta. Ma questa capacità, di immensa utilità adattiva, per vari motivi può “sfuggire di mano” e così mi ritrovo a pensare/immaginare i problemi sul lavoro, e le implicazioni catastrofiche a livello economico, anche la sera quando potrei comodamente dormire, mentre mi lavo i denti, mentre gioco con mia figlia ……e ogni volta i neuroni specchio sono posti di fronte a questa immagine. Continua attivazione delle componenti nervose endocrine dello stress e continua attivazione dei neuroni specchio portano ad avere tutta una serie di reazioni eccessive e continue del nostro corpo che proprio come una macchina si logora mettendosi in grave pericolo. Quando ciò accade si sollecitano delle reazioni che portano ad un minore dispendio energetico, maggiore accumulo di grasso e l’avversione a qualunque dieta che implichi il mangiare di meno!

Il pericolo cronico percepito (ansia) fa rima con poverà e carestia nel nostro genoma plasmato da milioni di anni di FAME e scarsità di cibo e reagisce come allora cercando scorte per i tempi difficili. Le diete quindi non funzioneranno non tanto e non solo perchè spesso sono basate su presupposti assurdi, che spero il professore Tim Spector domani vi illustri, ma perchè il terreno (il corpo) sul quale devono attecchire è fortemente avverso a loro a causa di meccanismi mentali complessi che chiamano in causa anche i neuroni specchio di cui domani il professore Giacomo Rizzolatti vi parlerà finalmente con la competenza che solo lui ha.

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