GLI STUDENTI MIGLIORI SONO QUELLI CHE STUDIANO (e si stressano) SINO ALLO SFINIMENTO?

La domanda è veramente impegnativa.

Per rispondere farò riferimento alle mie trentennali competenze sulla psicologia dello stress e sugli studi di Matthew Walker sulla fisiologia del sonno applicata all’apprendimento.

Il professor Walker ha elaborato molti dei suoi studi proprio partendo dai metodi di apprendimento che prevedono lo sfinimento degli studenti come un “must” (tipico delle università di medicina degli USA).

L’eccellenza nell’apprendimento è legata in maniera importante (ma ovviamente non esclusiva) al sonno che è causa ed effetto di stress positivo (eustress) o negativo (distress). Per eccellenza io intendo il poter dare il 100 % abbondante delle proprie potenzialità (quali esse siano) in relazione all’impegno profuso. Durante un abituale buon sonno notturno di almeno 8 ore (e non superiore a 10) si vengono a succedere varie fasi che portano a :

  1. Memorizzare in maniera “stabile” (hardisk) le informazioni più preganti per noi immagazzinate in maniera approssimativa durante lo studio e le esperienze diurne. Pregnanti vuole dire che sono “cose” che noi valutiamo importanti e a cui teniamo (passione!). Se studiamo poco e male ciò che non ci interessa per far contento “papino” possiamo dormire quanto vogliamo ma rimane poco in zucca.
  2. Eliminare le informazioni meno pregnanti per fare più spazio a quelle del punto 1.
  3. Collegare tra loro informazioni nuove con vecchie formando “ponti” concettuali.

Quindi un buon sonno non solo permette di sfoltire informazioni “spazzatura” e di memorizzare concetti importanti ma anche di collegarli tra loro in maniera creativa producendo nuovi apprendimenti passando dal RICORDARE al SAPERE!

Ma il buon sonno (e tra poco vedremo cosa vuole dire!) regola anche la percezione psicofisiologica dello stress…ovvero l’ANSIA! Cioè dormire almeno 8 ore di buon sonno permette durante la fase REM di “addomesticare” le emozioni ed esperienze attivanti (stressanti) non elaborate a sufficienza (io le chiamo esperienze mal digerite per rendere l’idea). Ciò permette di essere più sereni e riposati il giorno dopo potendo studiare meglio immagazzinando più dati da gestire e riordinare durante il sonno. Ciò accade perchè durante il sonno/sogno REM (una fase più presente nella settima e ottava ora di buon sonno) viene a ridursi in maniera marcata la produzione di uno degli ormoni dello stress acuto (noradrenalina) permettendo di rivivere esperienze stressanti con maggiore tranquillità. Ma paradosso retroattivo dei paradossi retroattivi questo accade solo se durante il giorno prima non abbiamo vissuto una quantità eccessiva di stress mal gestito! Per cui il sonno ci permette di gestire lo stress per studiare meglio il giorno dopo e immagazzinare meglio le informazioni la notte solo se… lo stress impariamo già gestirlo in presa diretta in fase diurna! Allora, e solo allora, la sera saremo predisposti ad addormentarci più velocemente lasciando spazio a quel “buon sonno” che ci permetterà di elaborare ancora meglio lo stress diurno per ricordare e imparare al “top”!

Ma quindi dobbiamo per forza adesso chiarirci cosa diavolo sia la “gestione dello stress” diurna e il “buon sonno” (roba da levarsi il sonno dallo stress…) per evitare di diventare imprigionati dallo studio.

In estrema sintesi :

  1. Gestione dello stress. Vuole dire prima di tutto aver chiara la misurazione del proprio stress e ciò si fa con uno psicologo esperto. Ma in realtà fior fior di studi hanno provato che basta anche solo farsela da soli la domanda : ” Ma quanto soffro di stress?” per avere una idea abbastanza precisa del proprio stress patologico (che è l’opposto di quello fisiologico che ci permette di essere vivi e attivi). Dopodichè bisogna imparare come fare a gestire lo stress e di nuovo vi consiglio di investire qualche soldo, e qualche mese, con un esperto. In alternativa leggete, leggete, leggete e sperimentate le tecniche o il metodo di rilassamento che più vi suona bene (su questo blog e su https://www.facebook.com/Psiconeuroendocrinoimmunologia-dello-stress-per-il-dimagrimento-106391674053218 ci sono molte indicazioni).
  2. Buon sonno notturno. Il caro professor Walker ha provato a fare un riassunto del suo lavoro sul buon sonno nel 2017 e ne è uscito un libro di 398 pagine scritte piccole e pure con poche figure! Io sarò breve. Dormire bene vuole dire tante cose tra cui in ordine sparso : darsi il tempo di 8/10 ore sempre per dormire, non bere alcolici mai dopo il primo pomeriggio (però non ubriacatevi a colazione mi raccomando); regolarità nell’orario di addormentamento e risveglio con una tolleranza massima di 1 ora da un giorno all’altro (è un discorso complesso legato ai nuclei nervosi ipotalamici sovrachiasmatici responsabili dei ritmi circadiani); nelle 2/3 ore prima della “messa a letto” filtrare al massimo la “luce blu” che colpisce i nostri occhi (ciò si può fare indossando solo in quelle ore lenti con filtro apposito acquistabili per poche decine di “euri” ovunque); eliminare il massimo possibile degli stimoli perturbanti il sonno quali luce, materasso scomodo, rumori (compresa compagno o compagna che russa); respirare col naso più libero possibile durante il sonno ovvero farsi curare se si russa; stare sul lato destro (per liberare gravitazionalmente la narice sinistra che più stimola l’emisfero controlaterale legato all’attivazione parasimpatica tendenzialmente più rilassante); dormire con almeno un grado in meno di temperatura rispetto all’ambiente della veglia e dormire con le mani fuori dalle coperte…Quando dormirò almeno 8 ore filate con la sensazione al mattino di essere decisamente più riposato della sera precedente allora sarò sulla strada giusta per mettere il turbo all’apprendimento e capire che lo studiare a sfinimento è una idiozia controproducente.
  3. Buon pisolino. Se come prevedibile all’inizio non si riesce ad avere la percezione di aver dormito veramente bene tutte le ore notturne a disposizione si può compensare e mettere una pezza con un pisolino strategico diurno che andrà fatto non prima della sesta ora dopo il risveglio (capito perchè si chiama siesta?) e non dopo le ore 17 (per non rubare sonno vero al riposo notturno). La “pennica” dovrà esser di 15/30 minuti al massimo e non oltre usando sempre una bella sveglia per evitare di dormire 2 ore per poi sentirsi “rintronati” tutto il resto della giornata e dormire male di notte innescando un circolo vizioso. In allegato foto dei promemoria sul pisolino che un paziente si è appeso in camera (lui essendo anziano fa anche più di un pisolino al giorno e per questo si è scritto di farlo ogni 2 ore).

Finisco solo levando ogni speranza a chi crede che i “sonniferi” siano una buona scorciatoia per dormire ed apprendere di più. Privano purtroppo proprio di quelle fasi del sonno prioritarie per l’apprendimento…

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