PERCHE’ LE DIETE NON FUNZIONANO: IL VIDEO DI REPUBBLICA DI TIM SPECTOR

Per vedere il video andate sul sito https://www.repubblica.it/salute?ref=RHHD-T oppure cliccate direttamente sul link sotto.

https://video.repubblica.it/embed/salute/dossier/frontiere-festival-di-salute/festival-di-salute-tim-spector-perche-le-diete-non-funzionano/367916/368498?adref=https://www.repubblica.it/salute&generation=pageload&responsive=true&pm=true&pl_listen=true&el=player_ex_269671084&mode=embed&wpm&dp

.………Visto il video? Vi voglio stuzzicare con qualche curiosità:

  1. ANSIA. Avete sentito come il microbiota intestinale influenzi la mente ma….. dovete sapere il fenomeno è reciproco: la mente influenza il microbiota e vicerversa in una spirale infinita che spesso porta inconsapevolmente alla malattia e al sovrappeso ma se usata nel modo giusto invece conduce alla salute ed alla “bella e buona” ( che non sono la stessa cosa) forma fisica. Accade che lo stress cronico (quello che sentite come un compagno di viaggio scomodo per troppo tempo durante la giornata sotto forma di ANSIA) influisce direttamente sulla salute dei microrganismi intestinali (ad esempio alterando la velocità di transito del cibo facendolo sostare troppo a lungo o troppo brevemente) e indirettamente condizionando ciò che mangiamo (lo stress indirizza verso i cibi più calorici e raffinati) e il modo in cui mangiamo (velocemente a bocconi grossi che minano la permeabilità intestinale). Quindi salute intestinale= stress fisiologico= salute intestinale…….
  2. PESCE. Spector vi dice che mangiare pesce come un tricheco non è indicato per il dimagrimento degli esseri umani? Questo non perchè il pesce sia un cibo inadatto ma perchè è sbagliato far diventare qualunque cibo la “primadonna (o peggio unica)” della nostra alimentazione…….pesce compreso come tutti gli altri alimenti! Infatti per buona parte del breve video vi dice allo sfinimento di mangiare VARIO SEMPRE! In una settimana ricorda di mangiare 30 tipi di vegetali diversi ad esempio!!!!!! Mica una tonnellata di sole carote. Però notate che non vi dice come far diventare piacevolmente possibile costruire l’abitudine di mangiare con varietà……e qui che arriva la psicologia con le sue strategie di costruzione delle abitudini (ne parlerò un giorno).
  3. ATTIVITA’ FISICA. Qualcuno sarà rimasto stupito che uno scienziato di tale caratura vi dica che l’attività fisica NON SERVA per dimagrire……….può essere vero ma dipende dall’attività fisica! Credo proprio che in un video così breve si debbano tagliare alcune informazioni che io ci tengo invece ad integrare! Se per attività fisica si intende fare immani fatiche sgradevoli a ritmo costante per lungo tempo CONCORDO. Vero che stare ore sulla ciclette non serve quasi mai a migliore il fisico. Ma la muscolatura creata con esercizio PIACEVOLE, BREVE, INTENSO, PERSONALIZZATO invece ha un impatto importante sulla modulazione infiammatoria, sull’umore, sul metabolismo basale e quindi sulle cause ed effetti dello STRESS.

Vi saluto e vi lascio un link di un articolo in cui spiego i concetti riportati ed in particolare perchè l’attività fisica PUO’ ( o non può) favorire il sano dimagrimento: https://www.nelfuturo.com/Il-cervello-e-il-grasso-comunicano-per-decidere-le-sorti-della-nostra-linea

Per dimagrire è più salutare saltare da una rupe che saltare i pasti .

Nel link qui sotto un breve articolo che illustra come la ricerca più recente confermi vecchie certezze rispetto alla inutilità del salto del pasto nel sano dimagrimento.

http://www.pannunziomagazine.it/il-salto-del-pasto-ed-il-tiro-della-cinghia-non-sono-sport-e-non-fanno-perdere-grasso-di-riccardo-ferrero/

Buona lettura e a presto.

Quale è la relazione tra neuroni specchio e fallimento della dieta?

Domani alle 17.00 dalle sezioni “salute” dei siti delle riviste del gruppo GIDA come https://www.repubblica.it/ oppure https://www.lastampa.it/ ci saranno in diretta gli scienziati Tim Spector (https://www.kcl.ac.uk/people/professor-tim-spector) e Giacomo Rizzolatti ( https://www.scienzainrete.it/italia150/giacomo-rizzolatti) che parleranno di ” Perchè la dieta non funziona” e “neuroni a specchio”. Tra loro cosa centrano?

I neuroni specchio sono delle cellule nervose “double face” : hanno la doppia capacità tutta in una unica cellula:

  1. di ricevere “segnalazioni” dagli organi di senso (ad esempio gli occhi);
  2. di inviare impulsi all’organismo perchè reagisca di conseguenza.

Fanno parte di una area detta corteccia somato/sensoriale ovvero che collega i sensi al corpo.

Concretamente che vuole dire? Vi rimando ciò che più ha colpito l’opione pubblica quando furono scoperti: per un neonato il vedere un altro infante nell’azione di piangere rappresenta il segnale che arriva al neurone specchio. Questo contemporaneamente attiva il soma (il corpo) a piangere rispecchiando così ciò che è stato visto nell’altro. Furono chiamati i neuroni della compassione perchè pareva che fossero loro a spiegare come si potessero provare e sentire le emozioni degli altri (il tuo pianto diventa il mio) ma questo è un altro discorso.

Ora facciamo un altro passo in avanti. I neuroni specchio si attivano non solo quando vediamo un’azione ma anche quando la immaginiamo. Ci vengono le lacrime e sentiamo tristezza anche quando pensiamo a come deve stare male un nostro caro lontano al quale è successa una disgrazia. Anzi ciò che più conta è il valore che la nostra mente/immaginazione attribuisce all’evento piuttosto che all’evento stesso. Perchè se il mio vicino di culla è quel moccioso che prima mi ha rubato il succhiotto io “godrò” del suo pianto in quanto lo stimolo visivo (pianto) subisce una profonda elaborazione cognitiva stravolgendone il significato. Quindi è come la lente della nostra mente elabora gli stimoli che spiega ciò che arriverà ai neuroni specchio e gli impulsi che da essi partiranno al corpo. E invece di partire l’impulso nervoso alle ghiandole lacrimali per piangere potrebbe partire l’impulso al bicipite per dargli il sonaglio il testa!!!!!

Ma allora i neuroni specchio si possono attivare anche quando io preoccupato da qualcosa me lo immagino solamente. Per la mia mente e neuroni specchio sarà come se stesse veramente succedendo! Si chiama PRE OCCUPAZIONE e quando è troppo forte e/o continuativa diventa ANSIA ovvero quella “cosa” che è sempre più maledettamente diffusa. Esempio di preoccupazione è il pensiero continuo di vedersi precari “per sempre” nel mondo lavorativo di oggi in cui nonostante 20 anni di scuola e corsi non hai mai un lavoro fisso. Questo continuo stato di allerta per i problemi difficili da risolvere a livello economico, relazionale, di salute (vedi panico diffuso da COVID) e soprattutto a livello della propria immagine sociale (ideale) attiva i circuiti nervosi dello stress che sono ampiamente sovrapposti a quelli della fame, sazietà e della regolazione metabolica nelle sue due forme di consumo di calorie e di costruzione di tessuti nuovi GRASSO COMPRESO. L’attivazione eccessiva e cronica di questi circuiti aumenta i livelli di infiammazione diffusi in tutto il corpo che rendono il cervello più vulnerabile proprio ai pensieri preoccupanti/depressivi (la depressione ha una componente infiammatoria FONDAMENTALE) che solleciteranno i neuroni specchio.

Il cervello umano ha una fondamentale peculiarità: quella di avere un’ ampia zona capace di pre-vedere in anticipo le cose al fine di pre-pararsi (ovvero diminuire in anticipo le conseguenze di un pericolo presunto) ad affrontarle. E’ questo il fondamento della PRE OCCUPAZIONE: il poter immaginare a luglio che arriverà l’inverno e farà freddo e quindi iniziare ad accumulare legna sotto il sole cocente in un pomeriggio di qualche decina di migliaia di anni fa a differenza di tutti gli altri animali. Ma è anche il poter immaginare, oggi, che al lavoro devo fare attenzione a ciò che dico/faccio perchè in alcuni (molti) posti si vale nulla e basta un tono della voce sbagliato per essere messi fuori dalla porta. Ma questa capacità, di immensa utilità adattiva, per vari motivi può “sfuggire di mano” e così mi ritrovo a pensare/immaginare i problemi sul lavoro, e le implicazioni catastrofiche a livello economico, anche la sera quando potrei comodamente dormire, mentre mi lavo i denti, mentre gioco con mia figlia ……e ogni volta i neuroni specchio sono posti di fronte a questa immagine. Continua attivazione delle componenti nervose endocrine dello stress e continua attivazione dei neuroni specchio portano ad avere tutta una serie di reazioni eccessive e continue del nostro corpo che proprio come una macchina si logora mettendosi in grave pericolo. Quando ciò accade si sollecitano delle reazioni che portano ad un minore dispendio energetico, maggiore accumulo di grasso e l’avversione a qualunque dieta che implichi il mangiare di meno!

Il pericolo cronico percepito (ansia) fa rima con poverà e carestia nel nostro genoma plasmato da milioni di anni di FAME e scarsità di cibo e reagisce come allora cercando scorte per i tempi difficili. Le diete quindi non funzioneranno non tanto e non solo perchè spesso sono basate su presupposti assurdi, che spero il professore Tim Spector domani vi illustri, ma perchè il terreno (il corpo) sul quale devono attecchire è fortemente avverso a loro a causa di meccanismi mentali complessi che chiamano in causa anche i neuroni specchio di cui domani il professore Giacomo Rizzolatti vi parlerà finalmente con la competenza che solo lui ha.

GIOVEDI 24 SETTEMBRE in diretta gratis 2 luminari della scienza per il dimagrimento! Un crimine non ascoltarli!

I temi sono quelli che a me cari della scienza applicata e applicabile al sano dimagrimento. I 2 temi trattati : “perchè le diete non funzionano” e ” i neuroni a specchio” sono collegati a doppio filo dallo stress cronico/ansia e vi spiegherò tutto in un articolo entro domani. Qui sotto tutto ciò che spero vi serva per partecipare dopodomani a questo evento unico!

https://www.facebook.com/Psiconeuroendocrinoimmunologia-dello-stress-per-il-dimagrimento-106391674053218

7000 VOLTE GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Gli articoli che ho scritto sullo stress e dimagrimento per il Pannunzio Magazine hanno superato le 7000 visualizzazioni. Spero che non si tratti della stessa persona che ha avuto bisogno di leggerli 7.080 volte per capirci qualcosa………e quindi grazie alle tante persone che mi hanno concesso l’onore di essere letto. E grazie alla mia collega carissima dott.ssa Mara Antonaccio biologa nutrizionista: motore centrale e perpetuo da cui ha avuto origine il Pannunzio Magazine e tanto altro di ciò che ruota intorno allo storico Centro Pannunzio…….e che mi invita sempre a comunicare agli altri ciò che imparo e conosco.

Vi allego i link di tutti e 11 gli articoli in questione con l’augurio di usarli, oltre che leggerli, per stare meglio secondo il proprio essere unici, irripetibili ed “inincasellabili”. Perchè nessuno potrà mai dirvi cosa fare ma bensì offrirvi solo e tanto (sol tanto) strumenti comprensibili e scientifici da usare con le vostre mani e testa: le uniche che vi conoscono veramente.

LO STRESS è CAUSA DELLA SCHIAVITU’ DA CIBO.

Ormai si sa da anni perchè ed in che modo lo stress influisce sia sull’alimentazione (fame e sazietà) sia sul metabolismo.

In altre parole si conosce bene come lo stress:

  1. ti porta a mangiare una certa tipologia di cibi piuttosto che altri;
  2. stimola l’immagazzinamento del cibo che mangiamo in grasso piuttosto che in muscoli e/o dispersione di calore.

Ma comunque fa sempre piacere scoprire che anche le ricerche più recenti confermano queste certezze apportandone nuovi dettagli scientifici. A tale proposito vi riporto di seguito 2 segnalazioni dei professori David Lazzari e Francesco Bottaccioli ( i 2 miei immensi maestri) sull’ultima pubblicazione di agosto in merito. Buone letture.

SCOPERTA L’AREA CEREBRALE CHE RENDE DIPENDENTI DAL CIBO, FA PARTE DEL SISTEMA DELLO STRESS (riportato da “news scientifiche di SIPNEI news”)

Con un dettagliato lavoro sperimentale, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell, da parte di un gruppo di ricercatori di uno dei più importanti centri di ricerca neurobiologica del mondo il Janelia Research Campus, Howard Hughes Medical Institute, è stata individuata l’area cerebrale che mantiene la dipendenza dal cibo. Si tratta di un gruppo di neuroni collocati nella parte anteriore del Locus Coeruleus. I ricercatori hanno potuto distinguere le aree che si attivano per la fame, per la sete e quelle che vengono influenzate dalla cosiddetta palatabilità del cibo e cioè da quanto ci piace. Per la fame si attiva un’area ipotalamica già nota da tempo, il nucleo arcuato ed esattamente i neuroni cosiddetti Agouti-related protein (AGRP), per la sete i neuroni collocati sotto il Fornice, mentre per la palatabilità i neuroni che stanno attorno al Locus Coeruleus. Sono questi neuroni che integrano informazioni che vengono dagli altri due centri sopra nominati e che, se costantemente sollecitati da cibo gradevole, o tale giudicato dal soggetto, ne mantengono il comportamento fino a rendere la persona in questione obesa e dipendente dal cibo.Il Locus coeruleus è un’area del tronco dell’encefalo che è parte fondamentale del sistema dello stress, quest’ultimo si compone di 3 bracci, due neuroendocrini (il primo produce cortisolo, il secondo ossitocina e arginina vasopressina) e uno nervoso. Il Locus C. è lo snodo del circuito nervoso di natura simpatica. In corso di reazione di stress è questo braccio che scatta immediatamente, che dalle cortecce va all’amigdala e da qui al Locus C. con iperproduzione di noradrenalina. Questo neurotrasmettitore dà eccitazione e collegandosi ad altri circuiti come quello che produce dopamina, crea piacere e, alla lunga, dipendenza: è lo stesso circuito attivato dalla cocaina.La conclusione clinica che possiamo trarre da questa ricerca è che si conferma che il meccanismo che porta all’ obesità è di tipo cerebrale, che è del tutto simile a quello che porta ad altre dipendenze e che è costruito da comportamenti che cercano di contenere gli effetti mentali spiacevoli di situazioni stressanti rifugiandosi nel cibo. E’ per questo che negli obesi le diete falliscono. Il bandolo della matassa sta da un’altra parte.

Gong R, Xu S, Hermundstad A, Yu Y, Sternson SM. Hindbrain Double-Negative Feedback Mediates Palatability-Guided Food and Water Consumption [published online ahead of print, 2020 Aug 17]. Cell. 2020;S0092-8674(20)30939-9. doi:10.1016/j.cell.2020.07.031

LUGLIO 2020: COSA NASCONDE LA SCIENZA DELLA MASTICAZIONE

Questo è il link di un nuovo articolo sulla relazione tra masticazione veloce e sovrappeso:

https://cefalunews.org/2020/07/19/cosa-succede-a-chi-mangia-la-pasta-velocemente-ecco-lincredibile-risposta/#:~:text=19%20Luglio%202020-,Cosa%20succede%20a%20chi%20mangia%20la%20pasta%20velocemente%3F,di%20coloro%20che%20mangiano%20lentamente.

Il contenuto dell’articolo è il seguente: “Mangiare la pasta velocemente fa ingrassare. Lo hanno scoperto alcune ricerche scientifiche che hanno evidenziato come coloro che mangiano più velocemente inghiottono in media 88 grammi di cibo al minuto, contro i 57 grammi di coloro che mangiano lentamente. La velocità con cui si mangia la pasta è correlata all’indice di massa corporea e quindi al grado di sovrappeso. In altre parole un indice di massa corporea più alto si associa alla tendenza a mangiare più veloce la pasta. Le ricerche hanno anche evidenziato che mangiando la pasta integrale inevitabilmente e spontaneamente si mastica più lentamente rispetto a quando consumiamo invece la pasta fatta con cereali raffinati. La pasta integrale, infatti, è più fibrosa

Non è affatto una novità ma la sfrutto per dirvi qualche curiosità scientifica su questo strumento potentissimo e a costo zero che purtroppo viene troppo poco utilizzato!

CURIOSITA’ SCIENTIFICHE SULLA MASTICAZIONE

  1. La prima dieta pubblicata su una rivista scientifica risale al 1901 e si basava esclusivamente sulla masticazione ( eppure chi si occupa di sovrappeso oggi dopo oltre un secolo pare di solito non averne tratto insegnamento sufficiente);
  2. La devastante american standard diet che gonfia gli statunitensi come mongolfiere di adipe ha come suo baluardo l‘hamburgher che guarda caso ha come caratteristica di essere fatto di carne macinata………ovvero già “premasticata”. Pochi bocconi e via!
  3. In Austria c’è una clinica che non trovate sulle pagine gialle dove si recano solo gli “ultravip” gestita da 2 coniugi medici che si basa sul far seguire giorno e notte il “vip” da un personalchewer ovvero un rompiscatole che ti sta addosso per insegnarti a masticare ogni volta che addenti un cibo.
  4. Nel nostro cervello i centri della fame e sazietà ipotalamici sono regolati oltre che dallo stress anche dal numero di masticazioni e tempo delle stesse! Per cui poche speranze di dimagrire sanamente con diete assurde, farmaci miracoli e imposizione delle mani del guru di turno ( che occhio di solito le mani le impone sul vostro portafoglio e/o sulle vostre tette….) se non gustate bene i cibi.
  5. Gustare con passione il cibo (ovvero sminuzzarlo bene con i denti) permette all’intestino di ricevere “materiale” che offre più superficie di contatto e questo Ha 2 vantaggi : la mucosa intestinale “capisce” meglio cosa e quanto abbiamo mangiato inviando i corretti segnali al cervello e viene preservata dalle infiammazioni causate dai pezzi di cibo grossolano (INFIAMMAZIONE=ADIPE=INFIAMMAZIONE).

Cosa dire? Troppo semplice? Forse…….ma in realtà proprio perchè il 99% delle persone sovrappeso nella mia piccola esperienza mastica e respira come una locomotiva vi assicuro che imparare a masticare (e respirare meglio) in realtà è una bella sfida che richiede allenamento convinto……..e allora?

AL LAVORO ACCI DENTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

FORMA DELLA MENTE …….FORME DEL CORPO

Ho trovato un articolo interessante. Affronta due degli aspetti del funzionamento mentale che più condizionano il riuscire a seguire i buoni propositi che ci si pone quando si vuole curare il sovrappeso e migliorare la propria forma e salute fisica. Vi lascio qui sotto il link dell’articolo e poi subito dopo vi racconto qualcosa di questi due punti cruciali dell’articolo.

https://culturaemotiva.it/2018/psicologia-alimentare-la-mente-bloccare-la-dieta

PRIMO PUNTO CRUCIALE: “NON DIRE NON!”

La nostra mente è potentemente ANTICIPATORIA. Ovvero è per natura sempre portata e pronta ad immaginare in anticipo ciò che verrà. Inoltre i nostri organi e muscoli sono essi stessi anticipatori mettendosi in moto non appena il cervello immagina in anticipo una cosa che lo preoccupa debba accadere (il fenomeno è legato all’attività della corteccia sensomotoria/neuroni specchio e spiega il principio ideomotorio). Quindi qualunque proposito formuliate con una NEGAZIONE, automaticamente vi troverete ad innescare un conflitto/fonte di stress nel vostro organismo (stress ripetuto nel tempo = stress cronico= maggiore infiammazione sistemica = maggior fame e accumulo di grasso). Se vi dite:

“non devo stare seduta sul divano a guardare per 2 ore le chat al telefono o le serie tv!”

succederà che automaticamente il vostro cervello dovrà formulare l’immagine fortemente seduttiva di voi seduti sul divano per poi con grande sforzo cercare di eliminarla! E più efficace e fisiologico stare qualche minuto ad ammirare nel proprio cervello il formarsi dell’immagine legata al:

” adesso mi metto giusto 15 minuti di orologio sul tapis roulant alla velocità che mi sento più comoda ascoltando a tutto volume le mie 5 canzoni preferite dei Linkin Park, Aerosmith ed Eminem (…..è un esempio!)”

E’ ovvio che ciò già presupponga che io non mi metta sul divano! Il tutto senza bisogno di dirmelo esplicitamente! Quindi motivo in più per evitare di attivare questa immagine nel cervello dicendoselo! Occhio che il proposito che formulate sia ACCETTABILE per il vostro cervello. E’ tanto bello dirsi che adesso mi metto a fare 2 ore di corsa tutti i giorni per 2 mesi di fila………bello come l’immagine di una bomba atomica che cala dal cielo per distruggere tutto ciò che c’era prima (in questo caso le abitudini di una volta). Il proposito deve essere una benevola “trappola” invitante che la parte razionale del vostro cervello fa all’altra parte irrazionale/abitudinaria. Se fate le cose per bene potrete avere solo 2 risultati finali:

  1. vi ritrovate a passare i 15 minuti di orologio sul tapis roulant facendo “4 passi” o poco più ascoltando soprattutto la musica. Se da un lato non vi sentirete superman o superwoman dall’altro avrete fatto fare una esperienza fortemente rassicurante al vostro cervello : ” Posso passare 15 minuti lontano dal divano senza massacrarmi ascoltando in tutta scioltezza la mia musica”. E’ il primo di una serie di facili “mattoncini” da porre per acquisire un’abitudine (e stare così tante quindicine di minuti lontani dal divano…….ma rimanga tra noi! Non ditevelo…anzi dato che non si può dire la parola “non” ditevi invece che vi diventerà normale passare del tempo ascoltando buona musica mentre camminate);
  2. vi ritrovate a voler stare ancora 5 minuti (o una canzone) dopo che sono passati i 15 minuti e dovrete obbligarvi a scendere per evitare di esagerare e sentirvi doloranti il giorno dopo.

SECONDO PUNTO CRUCIALE: “CERCA E MANGIA CIO’ CHE MANCA”

Quanto detto al punto precedente ci porta a concludere che quando iniziamo a cambiare le nostre abitudini alimentari è:

  1. facile cercare e mangiare i cibi che mancano ai nostri pasti per renderli completi e veramente nutrienti;
  2. difficile riuscire ad eliminare in maniera duratura i cibi poco nutrienti e molto calorici a cui siamo abituati da una vita.

La maggior parte delle “diete” falliscono ed hanno come caratteristica l’enfatizzare la rinuncia alle quantità e qualità di cibi a cui si è abituati…..e’ la maledizione del “NON”.

All’opposto, invece, il cercare che cosa manca al nostro (terrificante) pasto di sole patatine fritte e hamburger a valanga ci porterà a cercare le fibre, le vitamine e i sali minerali di un pomodorino, un’ insalata o un frutto croccante. Col risultato di avere un intestino che manda finalmente segnali di un abbozzo di completezza alimentare ad un cervello che ben accoglie il messaggio in quanto non è sotto allarme per il timore di dover rinunciare alle proprie “vitali” ipercalorie. E come sempre accade che ciò a cui si resiste è ciò che più persiste, accadrà anche che ciò che ci si puo’ concedere diventerà meno irrinunciabile! Ciò col tempo permetterà finalmente di rispettare la “dieta” proprio perchè non sarà un obbligo ma la scoperta esperienziale ed autonoma di una possibilità.