SI FA PRESTO A DIRE PASTA!!!

Io mi occupo della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia del dimagrimento. Quindi della complessità del funzionamento del nostro corpo. Per cui non aspettatevi che vi dia 4 (o anche meno) indicazioni da seguire alla lettera come dei caproni per dimagrire sicuramente e miracolosamente.

Il nostro corpo è complesso. Ciò vuole solo dire che dobbiamo lasciar lavorare il nostro cervello per assimilare i concetti che ne stanno alla base del funzionamento. L’opposto del partire in quarta con il primo consiglio (o verità assoluta) che ci viene dato senza la spiegazione del PERCHE’!! Perdere un po’ di tempo a capire è il miglior modo per perdere la ciccia!!

Prendiamo come riferimento lo SPAGHETTO (giusto per capire di cosa parliamo).

LO SPAGHETTO

Per spaghetto si intende anche prendere un grosso spavento ma……..non è l’argomento di questo articolo!

Di solito si intende invece per spaghetto quello che sta per mangiare il bimbo nella foto ad inizio articolo. Il suo spaghetto è fatto di farina:

  1. bianca : ovvero una farina estremamente raffinata industrialmente (cioè una farina “finta”);
  2. di grano/frumento come accade nella quasi totalità dei nostri pasti.

Sono 2 punti ben distinti che adesso affronteremo uno alla volta.

La farina più è bianca più vuole dire che è stata raffinata ed impoverita! Avrà tanti carboidrati pronti ad entrare in circolo in un lampo stressando tutti i meccanismi del nostro corpo di regolazione della glicemia e di produzione della “ciccia”.

La farina invece più e’ “vera”/non raffinata, e cioè INTEGRALE , più avrà fibre, grassi buoni e proteine che:

  • rallenteranno l’assorbimento dei carboidrati permettendo al nostro pancreas (glicemia) e al nostro fegato (grassi) di gestire al meglio le calorie dei carboidrati;
  • permetteranno di nutrire al meglio la flora intestinale (cruciale per il dimagrimento ed il controllo delle infiammazioni).

ATTENZIONE: la pasta è veramente integrale solo se sulla confezione alla voce ingredienti c’è scritto che la farina usata è TUTTA INTEGRALE!

Più la farina della nostra pasta proviene sempre e solo dallo stesso benedetto (e a questo punto maledetto) cereale ovvero il grano o frumento più ci metterà a rischio che il nostro organismo si sensibilizzi.

Purtroppo da qualche decina di anni quasi tutta la pasta in vendita nella grande distribuzione è fatta sempre e solo con un unico tipo di grano per motivi di maggior profitto (a spese della salute). Vi siete mai chiesti come mai solo da pochi anni sia così diffusa l’intolleranza al glutine (celiachia)? Allora durante la settimana (ogni settimana…..non una volta all’anno) mangiate anche spaghetti INTEGRALI:

  • fatti con cereali ( o pseudo cereali) diversi dal grano come ad esempio il farro, il grano saraceno, la quinoa , l’avena (o provate per cambiare il riso sempre integrale);
  • fatti con farine senza glutine.

Questo stesso discorso ovviamente si può estendere a tutti gli altri tipi di pasta e a tutti gli altri farinacei!

Oltre al tipo di farina si può fare un bel discorso anche rispetto a che cosa si mangia insieme alla pasta. Perchè il nostro organismo è complesso e per funzionare al meglio vuole ad ogni pasto tutti i nutrienti sani e completi per produrre tanto calore, tanti muscoli, poco grasso e assorbire poche calorie………ma questo lo vedremo la prossima volta.

Breve pensiero del giorno: perchè l’insalata in busta è una mezza fregatura per dimagrire?

Ho letto oggi sulla rivista online “ascoltalanotizia.it” che il famoso medico Franco Berrino ha “tuonato” contro l’insalata “industriale” ovvero quella che trovi già bella che:

  • lavata;
  • tagliata;
  • disinfettata;
  • imbustata nella plastica:
  • ………e magari già premasticata!

Ha ragione Berrino perchè c’entra veramente poco questa insalata FINTA con quella vera che potete trovare in un orto.

L’insalata in busta, rispetto al cespo di insalata con il “torsolo” pieno di terra, è esposta molto di più all’azione ossidante della luce e dell’ossigeno e quindi perde un sacco di proprietà. Infatti le buste sono belle trasparenti per attirare di più il cliente e l’insalata è già tagliata per comodità aumentando così la superficie di contatto tra l’insalata e la luce e l’aria. Il cespo di insalata VERO invece è bello chiuso su di sè proteggendo l’esposizione delle foglie interne.

Berrino arriva addirittura a proporre di mangiare : “l’insalata fresca del proprio orto!!!!!!”. Suscitando giustamente le ire di tutte le persone che vivono:

  • in monolocali angusti dove non c’è neanche lo spazio per stirarsi le gambe (figurati per coltivare le verdure!!)
  • con 4 soldi di stipendio precario lavorando 25 ore abbondanti al giorno (figurati perdere tempo per stare dietro ai “tempi della natura” dell’insalata che cresce beatamente e lentamente infischiandosene del nostro vivere in società a “contromisura di uomo”).

Beh….lode ai pochi che possono permettersi un orto o anche solo di coltivare in balcone l’insalata in una cassettina (io nelle fioriere ci ho messo le patate e i pomodori e qualcosa ho mangiato nonostante non sia propriamente un superman dell’agricoltura e non brilli neanche in quanto a pazienza……).†††

Per tutti gli altri io vi dico: “Fate un piccolo passo in più per cominciare (è già un cambiamento) …….. a patto di farlo SUBITO!!!!!”. Che il vostro motto possa essere:

“POCO E SUBITO!” (invece di “tutto e subito” che spesso vuole dire imbarcarsi in imprese titaniche che abbandoniamo cammin facendo).

Quindi si può passare

  • dal comprare l’insalata in busta al supermercato a prendere quella da lavare sempre nello stesso supermercato;
  • per poi, forse un giorno, andare al mercato “dal contadino” e prendere quella in cespo appena raccolta (occhio che “contadino: scarpa grossa e cervello fino” e quindi non fatevi fregare dal primo che capita);
  • per poi, chissà quando, poter passare a coltivarsi in balcone 2 cicorie.

Ricordate di fare sempre il possibile. Che vuole dire, di solito, un piccolo passo in più in rapporto al nostro punto di partenza e non a quello di un altro!!!!!! Per cui se siete uno di quelli che l’insalata non la mangia proprio sarà già un piccolo miracolo comprare quella in busta!

Va bene che avrà poche molecole antiossidanti e antinfiammatorie e anche pochi microrganismi capaci di arricchire la nostra flora (e fauna) intestinale ma comunque anche nell’insalata in busta ci saranno 2 fibre e 2 sali minerali messi in croce che possano dare una mano al nostro metabolismo e all’intestino!!!!!!!! Una mano di cui vi private se non mangiate neanche l’insalata in busta.

Buon appettito e alla prossima.

QUANTE VOLTE MANGIARE AL GIORNO?

Oggi continuiamo il discorso iniziato con l’articolo precedente che DOVETE leggere.

Ovviamente non aspettatevi che esista un numero magico di pasti giornalieri che faccia dimagrire tutti e sempre allo stesso modo! Il vostro numero giornaliero personalizzato di pasti utile per dimagrire in salute dovete ricavarvelo in base ai seguenti criteri:

  1. tra un pasto e l’altro non lasciate passare mai meno di 2.5 ore. Questo per permettere, a grandi linee, di aver finito la digestione del cibo precedente ed evitare di sovrapporre i picchi infiammatori postprandiali che si verificano appunto dopo i pasti;
  2. tra un pasto e l’altro non lasciate passare mai più di 5/6 ore. Questo per evitare di avere troppa fame, cosa che può facilmente indurre a ricercare inconsapevolmente cibi con troppi zuccheri, sale e grassi cotti.

IMPORTANTE: i pasti devono essere sempre sfamanti e soddisfacenti e tra un pasto e l’altro non si deve mangiare nulla ma solo bere liquidi che non abbiano calorie, dolcificanti artificiali e nemmeno sapori dolci naturali. Quindi rimangono l’acqua, the verde o bianco e le tisane a patto che non abbiano un sapore troppo dolce.

Con questi 2 semplici criteri potete ricavare la vostra FINESTRA TEMPORALE di alimentazione…….

Vuole dire avere sempre in mente di poter mangiare all’interno di un intervallo di tempo compreso tra le 2.5/3 e le 5/6 ore tra un pasto e l’altro. Così ad esempio se mi sveglio alle 7 di mattino e vado a letto alle 23 potrò avere 2 situazioni molto diverse a seconda di quanta fame abbia:

  1. PERSONA MOLTO AFFAMATA (che magari è abituata da una vita a mangiare in continuazione durante tutta la giornata). Ovviamente avrà più difficoltà a non mangiare nulla tra un pasto e l’altro e quindi per evitare eccessivo stress sfrutterà di più la “parte bassa della finestra temporale” (quella delle 2.5 ore). Vorrà dire che se finirà colazione alle 7.30 poi farà la seconda colazione ( o break mattutino) dalle 10 e pranzerà dalle 12.30/13. Potrà quindi fare la merenda dalle 15.30/16 e poi cenare dalle 18.30/19 e poi fare un leggero spuntino dalle 22 giusto per non andare a letto alle 23 con una fame che non gli farebbe prendere sonno. Quindi questa persona si farebbe 5 pasti più uno spuntino durante una giornata.
  2. PERSONA CHE NON E’ MOLTO AFFAMATA. Si potrà permettere di fare la colazione alle 7.30 per poi aspettare sino alle 12.30/13 per il pranzo ed eventualmente sino alle 19.00 per la cena per poi andare a letto alle 23. Quindi questa persona si farebbe 3 pasti in una giornata (ovvero la metà della persona affamata).

Avete visto che la finestra temporale si può adattare alla propria fame tenendo sempre presente che sia sforzarsi di non mangiare quando si ha fame e sia mangiare a forza quando non si ha appetito sono pessime e stressanti idee. Così a seconda del reale appetito della persona abbiamo scoperto che il migliore numero di pasti giornalieri per dimagrire e regolare le infiammazioni è un numero compreso tra MINIMO 3 PASTI E MASSIMO 5 PASTI PIU’ UNO SPUNTINO. Ma ricordateche il solo rispettare questi numeri non fa miracoli!

Se i miei 3 o 5 pasti li faccio in piedi mangiando di fretta senza avere neanche idea di cosa sto “buttando giù per il tubo”, dormendo da schifo la notte, ammazzandomi di fatica al lavoro o in palestra, con un sacco di problemi gastrointestinali, respirando malissimo sotto stress e ansia ………..beh non potrò aspettarmi molto.

Quindi il mangiare il giusto numero personalizzato di pasti deve andare di pari passo con il fare tutta un’altra serie di cose di cui potere farvi un’idea leggendo anche gli altri articoli del blog!

PER DIMAGRIRE E’ MEGLIO MANGIARE COME GLI UCCELLINI O COME I COCCODRILLI?

Attenzione che la risposta non è così scontata…..Il coccodrillo è vero che mangia grandi quantità per volta ma è capace anche di non mangiare per giorni (per digerire chissà quale abbuffata)

L’uccellino è vero che mangia giusto poche bricciole ma è anche vero che mangia in continuazione, tutto il giorno, ogni volta che gli capita…….

Quindi la domanda a cui voglio rispondere in realtà e’:

PER DIMAGRIRE E’ MEGLIO MANGIARE POCHE VOLTE DURANTE LA GIORNATA O E’ MEGLIO MANGIARE SPESSO?

Considerate che ci sono aspetti NEGATIVI sia nel mangiare troppe poche volte e sia nel mangiare troppe volte:

  • mangiare troppe poche volte porta a passare ore di intenso stress e ad esporsi ad abbuffate cercando i cibi più dannosi ovvero quelli ricchi di zuccheri, grassi cotti e sale;
  • mangiare in continuazione (anche solo “spiluccando”) espone ad un numero maggiore di quei picchi infiammatori che si verificano dopo ogni pasto. E l’infiammazione cronica ostacola il benessere ed il dimagrimento.

Viceversa:

  • mangiare un numero corretto di volte permette di gestire efficacemente la fame e minimizzare i picchi infiammatori.
ALLORA QUANTE VOLTE MANGIARE??????

A questa importante domanda risponderò la prossima volta. Nel frattempo desidero che riflettiate sui punti fondamentali che deve rispettare questo benedetto numero di volte in cui “si deve” mangiare:

  1. non si deve mai nè mangiare a forza nè digiunare a forza;
  2. dopo ogni pasto bisogna sentirsi sfamati e soddisfatti;
  3. ogni pasto deve essere completo di proteine, carboidrati, grassi, fibre, vitamine e sali minerali e tutti derivanti da cibi “veri” della natura e non industriali (qualità!)
  4. tra un pasto e l’altro soddisfacente, sfamante e completo non si deve mangiare nulla.

DETTO CIO’ LA PROSSIMA VOLTA DAREMO ANCHE I NUMERI! (DEI PASTI).

Nutri la flora batterica intestinale!

Nell’intestino (quello che occupa tutta la parte della pancia sotto l’ombelico) ci sono almeno 1 kg di microrganismi (batteri, virus, muffe) che se sono in buona salute e in equilibrio tra loro svolgono un ruolo FONDAMENTALE :

  1. nella digestione;
  2. nella regolazione infiammatoria,
  3. nella corretta regolazione delle sensazioni di fame e sazietà;
  4. nella produzione di vitamine,
  5. nella protezione delle mucose intestinali,
  6. nella detossificazione,
  7. nella comunicazione con gli adipociti bianchi (le cellule dove si immagazzina il grasso!!!!!)
  8. e molto altro ancora.

COSA PIACE AL MICROBIOTA E COSA ODIA (per rimanere sano, ricco e in equilibrio)?

Gli piacciono molto :

  • le fibre alimentari di frutta e verdura/ortaggi veri e interi preferibilmente con la buccia (cotti e crudi), dei farinacei “veramente integrali” (quelli dove negli ingredienti c’è scritto 100%, o poco meno, di farina integrale); del riso integrale, dei legumi e dei semi oleaginosi (noci, mandorle….) con le “buccette” e le “pellicine”
  • l’amido resistente che si trova in abbondanza principalmente nelle banane acerbe e negli asparagi;
  • l’acidità che arriva dallo stomaco e dai cibi fermentati come il kefir o i crauti o gli yoghurt (quelli con fermenti lattici vivi e pochi zuccheri!!!);
  • la varietà dei cibi.

Odiano molto:

  • i cibi raffinati,
  • la monotonia dell’alimentazione poco varia;
  • lo stress;
  • gli antibiotici (quando è proprio necessario assumerli bisogna sempre “ripopolare” il microbiota ucciso con i fermenti lattici);
  • gli antiacidi, “grastroprotettori”, inibitori della pompa protonica……assunti in maniera indiscriminata per mesi e anni;
  • i dolcificanti artificiali.

ATTENZIONE CHE NON E’ TUTTO ORO CIO’ CHE LUCCICA!

Le fibre che fanno tanto bene al microbiota intestinale possono dare padadossalmente tutta una serie di sintomi proprio da malfunzionamento intestinale!! Ciò accade alle persone che per anni di fibre ne hanno mangiate poche (pane e pasta e riso bianchi, poca frutta e verdure intere e tanti succhi ed estratti limpidi e zuccherati, carne e formaggi). In questi casi bisogna iniziare GRADUALMENTE ad inserire le fibre e osservare sempre la reazione imparando a scegliere inizialmente i cibi che tollerate di più.

Molti farinacei integrali in realtà non sono per nulla integrali! Infatti negli ingredienti non compare la scritta : 100% (o poco meno) farina integrale di……ma banalissima farina 00 o non meglio specificata con aggiunta di crusca o cruschello che in dosi eccessive invece di nutrire il microbiota può irritare l’intestino!

Concludendo: le parole chiave per dimagrire sono INFIAMMAZIONE E STRESS ed entrambe dipendono fortemente da come trattate il vostro microbiota intestinale!!!!!!

Buoni odori, profumi e rilassamento

Vi sarà capitato di vedere di persona, o alla televisione in qualche filmato, dei luoghi di meditazione dove classicamente ci sono delle essenze profumate o degli incensi che diffondono delle gradevoli fragranze nell’aria.

Tra i tanti motivi per cui si usano profumi nei luoghi di meditazione e di rilassamento c’è di sicuro il fatto che quando c’è un buon odore viene spontaneo respirare con delle modalità favorenti il rilassamento. Infatti :

  1. si compie una bella ispirazione più lunga e più lenta del normale. Il messaggio rassicurante che si dà all’organismo è che si può respirare in maniera soddisfacente. Al contrario di quando, sotto attacco (stress), si trattiene il respiro (nel momento di massimo sforzo) oppure si inspira a tutta velocità (per “ingollare” più ossigeno possibile per fornire carburante ai muscoli che devono reagire alla minaccia)
  2. si espira più lentamente e più a lungo per assaporare il buon odore/profumo. Ciò aumenta la concentrazione di anidride carbonica nel sangue che è un potente rilassante (inoltre allunga la fase in cui si attiva la branca parasimpatica rilassante del sistema nervoso autonomo)

Se ci pensate i buoni odori, gli incensi, le fragranze delicate e piacevoli sono usati un po’ in tutte le religioni, durante le funzioni, probabilmente proprio per aiutare e sostenere un atteggiamento mentale di pace e serenità.

Tutto ciò fa pensare a come sottovalutiamo tantissimo l’utilità di circondarsi più frequentemente di profumi e odori che troviamo personalmente gradevoli e delicati. E’ una strategia che non comporta fatica, ha un costo modesto, ed in più è piacevole!!!!

Quindi fatevi furbi! Con poco potete ottenere molto…..

Per respirare in modo più rilassante, e aiutare di conseguenza il dimagrimento, potete:

  1. Fare attenzione a tenere gli interni dell’auto puliti (perchè non abbiano cattivi odori) e usare un profumo piacevole della giusta intensità con regolarità. In questo modo prima di ancora di entrare in auto già vi aspetterete di sentire una fragranza gradevole e già comincierete a respirare meglio;
  2. Mettervi, al lavoro e in casa, una piantina profumata ( se potete) oppure dei profumatori (ci sono di tantissimi tipi)
  3. Curare con più attenzione gli odori che avete addosso: in maniera particolare la scelta delle creme e dei profumi.

Mi raccomando la delicatezza dei profumi e fragranze perchè non deve essere un bombardamento ai recettori olfattivi e inoltre chi vi sta vicino potrebbe non avere i vostri stessi gusti!!!!

Incominciate da subito!

Arrivederci

ANCHE IL NASO FA DIMAGRIRE

Abbiamo già visto che una migliore gestione dello stress è fondamentale per perdere grasso e costruire muscoli.

La migliore gestione dello stress si raggiunge anche respirando in maniera corretta (vedi gli articoli precedenti) che vuole dire, tra le altre cose, usare sempre il naso invece della bocca (eccetto se dovete scappare da un leone). Andiamo a conoscere meglio allora come funziona questo organo.

I cicli nasali

Le narici normalmente si danno il cambio ogni paio d’ore (circa!). Nel senso che se adesso sento che la narice sinistra è molto più aperta della destra succederà che tra un paio di ore, al massimo. sarà il contrario.

La curiosità è che quando è più aperta la narice sinistra aumenta la quiete e il rilassamento e quando è aperta la destra invece aumenta l’attivazione.

Quando respiro con la narice sinistra sono più rilassato. A questo punto però:

Non dovete saltare alla conclusione che mi basta infilare un tappo nella narice destra per stare rilassato 24 ore su 24!

Per ben 3 motivi:

  1. in molte situzioni è utile è piacevole essere attivati;
  2. nel giro di poche ore si seccherebbe talmente tanto la narice sinistra da renderla inutilizzabile!
  3. la buona salute del nostro corpo e della nostra mente è vincolata dall’avere una ciclica alternanza di attivazione dei 2 emisferi cerebrali (164 pag 8). cosa che si può ottenere solo se a turno sono libere tutte e due le narici.

Come utilizzare allora tali informazioni per dimagrire respirando?

  1. Prendetevi una giornata di osservazione del vostro naso e ogni ora segnatevi come respirano le narici (ad esempio “ore 12: narice sinistra aperta all’80 % e narice destra aperta 20%“). Se si alternano regolarmente in maniera chiara tutto bene. Se è prevalente la sinistra sarete molto rilassati (magari troppo?) e se prevale la destra molto stressati.
  2. Quando siete a letto prima di addormentarvi osservate quale narice è più aperta. Se è la sinistra allora tutto bene.

Ma se invece le narici non si alternano durante la giornata e la sera avete sempre la narice destra più aperta potete:

  1. prima di tutto PULIRE BENE IL NASO usando la SOLUZIONE FISIOLOGICA. Sono quelle fialette che si comprano anche al supermercato di acqua leggermente salata. Si mette qualche goccia per narice e dopo si soffia (sempre una narice per volta!).
  2. la sera a letto mettervi sul fianco destro così dopo pochi minuti la forza di gravità vi libererà magicamente la narice sinistra.
  3. fate durante la giornata la respirazione rilassata (vedi articoli precedenti) che aiuta a liberare le narici.

Se funziona dormirete meglio e sarete più sereni durante il giorno e potrete dimagrire.

Se tutto ciò non basta, e avete sempre il naso tappato di giorno e di notte, sarà meglio rivolgersi a un medico per capire se ci sono delle malformazioni che vi impediscono di respirare correttamente!

Prossima volta vedremo una curiosità sempre sul naso : “Perchè nei luoghi dove si medita e ci si rilassa spesso vengono usati dei buoni profumi?”

Riferimenti bibliografici

164 A. Di Chiara “ Il ciclo nasale e l’attività del sistema nervoso autonomo” www.aipro.info/articoli. Il dott Di Chiara è l’esponente di spicco della AIPRO (associazione italiana per la prevenzione della respirazione orale)

A PROPOSITO DELLE “DIETE”

Già Douyon nel 2002 (184) aveva dimostrato che le diete restrittive classiche causavano rallentamento tiroideo e Lechan nel 2006 (185) invece che le diete con un apporto calorico normale ne stimolavano il funzionamento.

Ciò è simile a ciò che accade in presenza di uno stress prolungato che infatti può far partire in automatico una serie di reazioni nell’organismo tra cui quella della diminuzione della temperatura del termostato corporeo tiroideo con rallentamento del metabolismo e l’aumento della scorte di grasso.

Come già aveva scoperto quasi cento anni fa il pioniere degli studi sullo stress H.J.Selye, la reazione da stress è aspecifica, cioè parte con gli stessi meccanismi qualunque sia lo stressor. Ma se già un qualunque stressor prolungato viene “interpretato” dal corpo come un possibile allarme di carestia (aumentando la fame e diminuendo i consumi) cosa accade invece quando lo stress deriva da una reale penuria di cibo?

Voi direte “e chi se ne frega! Il nostro problema è proprio l’opposto: c’è troppo cibo mica penuria! Altrimenti non saremmo grassi.” Eppure proprio chi è sovrappeso si ritrova spesso nella vita a dare messaggi di possibile carestia al corpo attraverso le cosiddette “diete” moderne.

“ la dieta funziona, basta non avere appetito” (320 pag 85)

La parola dieta ha origine nel passato e significava tutt’altro di quello che gli si attribuisce oggi. Con la parola greca “diaita” e quella latina “diaeta” si intendeva uno stile di vita di tutti i giorni e di tutta la vita orientato all’attenzione e consapevolezza dell’ alimentazione, dell’attività fisica (compresa la soddisfazione sessuale) e dei problemi in generale.

Oggi invece per “dieta” si intendono alimentazioni ipocaloriche in cui vengono inviati messaggi estremamente stressanti per il nostro corpo perchè simili a quelli inviati dalle carestie in cui:

  • si mangia molto meno (come le carestie in cui c’è poco cibo);
  • variando brutalmente la tipologia di cibo: vedasi la dieta del minestrone, della banana, delle proteine (come nelle carestie in cui si mangia ciò che c’è);
  • di solito indirizzandosi ad alimenti sgraditi oppure ripetitivi come solo carne, solo verdure, solo carboidrati…. (come nelle carestie o in previsone di esse che ci si abbuffa anche di cose assurde e sgradite pur di fare scorta);
  • aumentando notevolmente l’attività fisica di colpo (ginnastica) incuranti dei dolori fisici da affaticamento e infiammazione (come nelle carestie in cui ti metti di colpo in marcia per cercare cibo e poco ti importa se ti senti stanco e con il male ai piedi)

Tutte queste caratteristiche delle “diete” fanno perdere velocemente molti chili (come nelle carestie) e finita la dieta ci si abbuffa più di prima recuperando i chili con gli interessi come se ci si dovesse preparare per la prossima carestia (come nelle carestie). Alla fine ci si ritroverà grassi più di prima e profondamente tristi. L’unica cosa che ci consolerà e darà speranza sarà il ricordo di come all’inizio si fosse riusciti a perdere veramente in maniera miracolosa dei chili (che ricordate non vuole dire affatto dimagrire di grasso). E allora si ripartirà alla ricerca di un’altra dieta miracolosa, che faccia rivivere quel periodo iniziale d’ illusorio successo, come un tossicodipendente va alla ricerca della dose perchè l’associa ad un paio di ore di benessere che lo sollevi dal malessere causato dall’astinenza alla droga stessa!!

Già nel 1984 c’erano le prove che le diete restrittive ipocaloriche portassero a risultati finali controproducenti (336). La ricerca di R.Leibel e J. Hirsch condotta su persone fortemente obese dimostrò che il dimagrire nelle diete restrittive :

  • riduceva i livelli di ormone tiroideo rallentando anche del 25% il metabolismo basale (in particolare si riduce la funzionalità dell’ormone T3 che normalmente permette lo smaltimento del grasso delle cellule adipose portando “inspiegabilmente” al blocco del dimagrimento);
  • il cervello abbassava il dispendio calorico durante l’attività fisica rendendo meno efficace la ginnastica;
  • incrementava in maniera smodata la fame.

A questo punto non dovrebbe più stupirvi se a fine 2010 in Francia l’Agenzia per l’Alimentazione ha concluso che le 15 principali diete dimagranti in uso falliscono nel 80 % dei casi nell’arco del primo anno, nel 94% dei casi in 2 anni e tenetevi forti

falliscono nel 100% dei casi dopo 5 anni!! (212 pag 79-80)

Questi dati sono in linea con quanto già documentato quasi 10 anni prima nel 2001 quando si eviedenziò negli USA che dopo 4.5 anni dal completamento di una dieta ipocalorica si recuperava in media il 97% del peso (190).

L’alternativa alle “diete” moderne non è di sicuro mangiare qualunque schifezza in qualunque momento ed in qualunque quantità…….ma

  • scegliere sempre cibi di qualità poco lavorati e più naturali possibile (la mela intera al posto del succo di frutta);
  • fare pasti completi sempre di proteine, carboidrati, grassi, vitamine, sali minerali e fibre;
  • rispettare una alimentazione varia;
  • curare anche lo stress, la funzionalità intestinale, il corretto movimento fisico.

La prossima volta vedremo il ruolo del respirare dal naso piuttosto che dalla bocca per il dimagrimento.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

184 Lechan, R.M. Et al “the TRH neuron:a hypothalamic integrator of energy metabolism” 2006 Prog. Brain. Res. 153

185 Douyon,L. Et al “Effect of obesity and starvation on thyroid hormone, growt hormone, and cortisol secretion” 2002 Endocr. Metab. Clin. North. Am. 31.

320 Matteo Pacini“Dipendenza da cibo” 2010. Caravaggio Editore. Sintetico e densissimo libro dello psichiatra Pacini che analizza l’appetito alla luce della sua esperienza con le tossicodipendenze.

336 R.L. Leibel, J. Hirsch “Diminished energy requirements in reduce-obese patients”. 1984 Metabolism

212 J.P. Zermati, G.Apfeldorfer “Bugie, dieta Dukan e altren sciocchezze” 2013 Rizzoli. Due autorevoli medici tracciano la storia e le debolezze delle diete più famose.

190 J.W. Anderson et al “ Long term wight loss maintenance: a meta-analysis of US studies” 2001 Am. J. Clin. Nutr N°74

“A PARTE L’OBESITA’, LO STRESS PORTA ANCHE AD AVERE LA PANCIA?”

Oggi dovevo parlarvi dei paradossi delle “diete moderne” che spesso procurano stress e fanno deperire sul breve periodo e non dimagrire sanamente per sempre. Lo farò la prossima volta.

La domanda del titolo mi è stata posta da Roberto C. e per rispondere partirò da una considerazione sullo stress.

LA POVERTA’ E LA CARESTIA SONO LE CONDIZIONI PIU’ ALLARMANTI E STRESSANTI!!!!

Quando ci si sente per lungo tempo sotto stress costante (STRESS CRONICO/DISTRESS) il nostro corpo “percepisce” che ci può essere una situazione (stressor), che per la nostra personalissima valutazione può essere:

  • molto importante al punto da essere di vitale importanza se ci crea così a lungo sofferenza;
  • molto superiore alle nostre capacità di risolverla se ancora non l’abbiamo ridimensionata.

Lo stressor più pericoloso, e quindi più stressante, per il nostro organismo è LA MANCANZA, REALE O POSSIBILE, DI CIBO!!!!! Quindi i nodi cerebrali dello stress, che in buona parte sono sovrapposti e connessi a quelli della fame e della regolazione metabolica, mettono il corpo in una specie di MODALITA’ ACCUMULO ogni volta che passiamo lunghi periodi di ansia, preoccupazione e paura intense anche se la mancanza di cibo magari non c’entra nulla!!!

Il nostro corpo fa come noi quando dobbiamo andare in un posto dove c’è il rischio che non ci sia una presa per ricaricare il cellulare: accumula energia prima! solo che invece di usare le batterie mette via grasso!

Ma allora perchè molte persone sotto stress cronico (che non viene mai diagnosticato perchè pochi operatori sanitari sanno cosa è veramente e quasi nessuno è in grado di quantificarlo) prendono molti kg e vengono definite obese mentre altre invece ne prendono pochi e, nonostante vengano definite normopeso, si ritrovano “modello ranocchio” con pancia (o culo) “lievitati” e gambe e braccia fini?

Roberto C. sarà così?

Ci sono persone che tendono a mettere grasso e accumulare liquidi extracellulari in tutto il corpo prendendo decine e decine di kg mentre altre invece mettono grasso solo su pancia e culo accumulando poco peso. In ambo i casi comunque il pesarsi sulla bilancia è senza senso perchè non ci dice di cosa sono composti quei kg!

Mi piace tantissimo come risponde Henri Chenot (famoso medico della detossificazione) a chi gli dice di avere perso peso: “Di quale peso stai parlando? (248 pag 66)

Paradossalmente i kg presi da una persona potrebbero essere di muscoli, densità ossea e liquidi intracellulari e quindi risulterebbe un gran figo per chi lo guarda ma obeso per il nostro medico. E se pensate stia scherzando guardate la foto qua sotto……

Questo signore è Usain Bolt 10 volte medaglia olimpica di atletica leggera. Questo eccezionale atleta giamaicano è alto un metro e 95 e non solo ha poco grasso ma i suoi tanti muscoli lo rendono estremamente filante e snello da vedere. Ebbene, usando un indice di massa corporea come il BMI, che utilizza i kg di peso, risulta in marcato sovrappeso e non lontano da un inizio di obesità! Se lo stesso indice lo usate per il ranocchio questo risulterà in perfetta forma fisica!!!!!

COME MISURARE REALMENTE IL CORPO?

Se volete capire veramente di cosa è fatto il vostro corpo dovete rivolgervi ad un professionista che vi faccia la PLICOMETRIA o la BIOIMPENDEZIOMETRIA oppure potete misurare da voi stessi alcune dimensioni del vostro corpo:

Misurazione del rapporto giro vita o circonferenza addominale/altezza: basta misurarsi col centimetro molle (da sarti) all’altezza dell’ombelico e dividere il numero per l’altezza in cm. E’ molto facile da fare anche da soli magari davanti ad uno specchio le prime volte “ …..con un semplice metro da sarto, all’altezza dell’ombelico. In piedi, davanti a uno specchio, con la pancia rilassata, senza dilatare il diaframma inspirando e senza stringere troppo il metro….” (324 pag 39) e “ mantieni una posizione eretta, ma non trattenere il respiro o contrarre i muscoli addominali quando prendi la misura” (257 pag 27)

Esempio:

circonferenza addome 85 cm

altezza 160 cm=

85/160= 0.53

avere un valore superiore a 0,55 indica un accumulo di grassi addominale, con tutti i rischi già indicati” (346).

Se avete questo valore alto vuole dire che, indipendentemente dal vostro peso, c’è qualcosa che non va. Vi consiglio prima di tutto di farvi vedere da un buon medico per escludere problemi gastroenterologici e dopo leggere le indicazioni del blog rispetto alla gestione dello stress, all’alimentazione, alla cura dell’intestino e alla cura dell’attività fisica. I risultati in termini di diminuzione del grasso e aumento dei muscoli non li vedrete sulla inutile bilancia ma:

  • misurando nel tempo la diminuzione della già citata circonferenza addominale o giro vita;
  • misurando nel tempo la diminuzione anche della circonferenza dei fianchi o giro fianchi:basta solo individuare davanti allo specchio il punto più largo …..”del sedere” e misurare.
Il giro fianchi è il punto più largo dove poggia le mani la donna della vignetta

Queste 2 misurazioni vi danno un indice prezioso su quanto grasso si sta accumulando, o si sta perdendo, nei 2 punti più a rischio, ovvero i fianchi e la pancia.

Concludendo: lo stress può essere sicuramente causa dell’aumento della pancia ( e del sedere). Va misurato col metro da sarto e curato iniziando a gestire meglio lo stress e gli altri fattori che inducono l’aumento dei depositi di grasso.

Riferimenti bibliografici:

66 Henri Chenot “Detox” 2011 Sperling e Kupfer .

346 L. Rossi “Dalle calorie alle molecole” 2014 Aboca. Medico, specialista in scienza dell’alimentazione, esperto del consiglio superiore della sanità, professore universitario.

257 Franco Berrino, Luigi Fontana “ La grande via” 2018 Mondadori